Domenica 22 Maggio: Apriamo il Parco di Centocelle sul versante di via Papiria

Rete Territoriale VII Municipio - Roma

Per il lavoro, la cultura, lo sport e il verde pubblico in periferia

loca-parco-archeologico(1)Dopo aver appreso le ultime notizie che riguardano la realizzazione del Parco di Centocelle, ovvero l’interruzione dei lavori del secondo stralcio a causa del fallimento della ditta appaltatrice e la riconferma quasi sicura delle convenzioni degli autodemolitori, abbiamo deciso di ritornare sul parco nel versante di via Papiria/Don Bosco con un’iniziativa pubblica.

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Valutazione qualitativa di una ciclovia

Mammifero Bipede

Il lavoro che stiamo portando avanti sul GRAB continua a pormi di fronte questioni sulle quali avevo fin qui sorvolato. L’ultima in ordine di tempo concerne una valutazione complessiva della fruibilità dei tratti percorsi in termini per quanto possibile neutrali.

Chi va in bici sa perché ci va, sa quali strade gli piace percorrere e perché sceglie determinati tracciati rispetto ad altri, o magari è semplicemente guidato/a da un istinto non consapevole, ma comunque molto preciso. Chi si imbarca nel progetto di proporre ad altri (preferibilmente turisti, non necessariamente italiani) un itinerario in bici si trova di fronte alla necessità di quantificarne la ‘bontà’ utilizzando criteri il più possibile oggettivi.

Da qui la necessità, anche a fronte di richieste istituzionali di ‘maggior dettaglio’ riguardo al percorso, di definire uno schema di valutazione in grado di restituire nei numeri il grado di piacevolezza che proviamo mentre attraversiamo determinati luoghi.

La complicazione…

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Il lavoro dei Diari si arricchisce di nuovi dati

V Mun GE570
Recentemente ho avuto la possibilità di metter mano all’enorme mole di dati prodotta nel corso dell’European Cycle Challenge 2014, una “competizione” europea che ha coinvolto per un mese centinaia di ciclisti romani ed ha consentito di acquisire e tracciare i loro percorsi. Maneggiare una tale quantità di informazioni non è semplice, ma alla fine sono riuscito a produrre una efficace “heatmap” della situazione romana, in grado di riprodurre non solo i tracciati ma anche la relativa frequenza di utilizzo. Sono dati da non prendere per oro colato, ma che comunque disegnano una mappa della città dal punto di vista dell’uso che ne fanno attualmente i ciclisti, e mi interessava confrontarla con lo studio portato avanti sul territorio del V Municipio e con le conclusioni cui un anno fa eravamo giunti.

I nuovi dati confermano sostanzialmente quello che eravamo arrivati a dedurre partendo da una serie di tracciati molto più ridotta, dalla conoscenza del territorio e dal “Modello di città a grappolo” impiegato nell’analisi. Emerge, indiscutibilmente, una frequenza di utilizzo della bicicletta e di presenza di ciclisti molto maggiore in prossimità delle zone centrali, che va via via digradando allontanandosi verso le periferie. Questo è motivato dal fatto che densità e prossimità dei luoghi d’interesse decrescono progressivamente allontanandosi dal centro città, cosa che rende l’uso quotidiano della bicicletta meno vantaggioso rispetto a mezzi di trasporto capaci di coprire distanze maggiori.

I dati confermano anche la preferenza d’utlizzo delle direttrici rispetto allo zig-zag nelle vie secondarie delle aree residenziali. Questo dato andrebbe “pesato” perché il campione dei partecipanti al challenge non è rappresentativo dell’intera popolazione: parliamo di ciclisti giovani, prevalentemente cicloattivisti, fisicamente allenati e con buona capacità di interagire con tecnologie recenti come la tracciatura GPS degli itinerari, o quantomeno l’uso di apposite app per smartphone. Questo taglia fuori una buona fetta di persone in là negli anni, probabilmente più avvezze ad utilizzare la bicicletta per spostamenti a breve raggio (considerazione che comunque non rende meno urgente la sistemazione degli assi viari principali).

È interessante notare come un traffico intenso si sviluppa sulla direttrice radiale Acqua Bullicante-Portonaccio (prevedibile dato che porta alla Stazione Tiburtina), mentre un’arteria pesantemente trafficata come via dei Fiorentini rimane pressoché inutilizzata. La “tangenziale Togliatti” è poco usata, ed il suo utilizzo si riduce drasticamente tra Quarticciolo (dove termina la pista ciclabile) e Colli aniene, in corrispondenza del cavalcavia della ferrovia e dello svincolo autostradale con l’A24. In questo caso è da notare come il traffico di bici sia sensibilmente più intenso verso sud che non nella direzione opposta, cosa che non avrebbe apparentemente senso considerando che i ciclisti che hanno tracciato questa “heatmap” hanno percorso quotidianamente sia l’andata che il ritorno, ma che trova spiegazione nelle caratteristiche morfologiche della strada (dimensione e pendenza delle rampe) che la rendono “asimmetrica” rispetto alla percezione di pericolosità che ne hanno i ciclisti.

Complessivamente le nuove informazioni non fanno che confermare la bontà dello studio effettuato e le conclusioni cui eravamo giunti.

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L’urbanista dilettante

Mammifero Bipede

La linea di analisi presentata ormai più di un anno fa col titolo Ripensare la ciclabilità urbana, poi confluita nel cosiddetto Modello della città “a grappolo” mi ha portato ad esplorare territori prima sconosciuti. Il punto di approdo più recente è una ricerca del CRESME effettuata a metà degli anni ’90 per conto dell’ufficio del Piano Regolatore del Comune di Roma ed intitolata Centralità, nuove municipalità, identità, che esplorava il tema del frazionamento del territorio romano descrivendolo in termini di “microcittà”.

Laddove la mia analisi (perlomeno nella parte che ho messo per iscritto) sviluppava il tema della disomogeneità del tessuto urbano unicamente dal punto di vista della maggiore o minore permeabilità al traffico ciclistico, rinunciando a dar corpo ad un ragionamento compiuto sulle dinamiche e le conseguenze di questo frazionamento, lo studio del CRESME effettuava una vera e propria analisi quantitativa, integrata da metodi statistici ed interviste…

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A piccoli passi

A piccoli passi anche la rete delle “vie verdi” del V municipio comincia ad acquisire pezzi importanti.

Mammifero Bipede

Stamattina, sotto una pioggerellina fastidiosa, sono salito in cima ad un mucchio di spazzatura e mi sono guardato intorno. A poca distanza i resti di anni, se non decenni, di incuria e di abbandono, più oltre una serie di baracche, in fondo una recinzione fatta di cartoni. Accanto a me un consigliere del V municipio, Salvatore Salmeri, l’assessora al verde e giardini dello stesso municipio, Giulia Pietroletti, ed uno sparuto gruppetto di tecnici dell’AMA e funzionari di diverso livello, convocati per valutare la possibilità di aprire un varco in direzione del Parco di Centocelle.

La storia del Parco di Centocelle comincia molto lontano nel tempo. Poco più di un secolo fa ospitò i primi voli italiani dei fratelli Wright. Negli anni ’30 furono scoperti all’interno del perimetro i resti di due ville romane, poi la crescita abnorme della città al suo intorno, il degrado, l’invasione degli sfasciacarrozze abusivi, insediamenti di…

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Quartiere Alessandrino: perlustrazione dei percorsi ciclabili Print

Il quartiere Alessandrino, nel V Municipio, vedrà nei prossimi anni alcune opere di rifacimento stradale e di opere pubbliche grazie ai soldi provenienti dal Print, i programmi integrati che permettono aumenti di cubatura ai privati a patto che paghino più oneri di concessione, direttamente al quartiere anziché al Comune. Tra queste opere ci sono anche dei percorsi ciclopedonali in parte a livello stradale in parte nel verde. Per questo motivo abbiamo deciso di fare una perlustrazione dei luoghi interessati per capire la potenziale utilità di queste opere per chi si vuole spostare in bicicletta.

Partendo dall’incrocio tra via Casilina e via di Tor Tre Teste abbiamo subito notato che il marciapiede che porta alla fermata Metro C di Torre Spaccata e all’ascensore, in corrispondenza delle strisce pedonali non ha lo scivolo per disabili, presentando un’ulteriore barriera architettonica nell’attraversamento di via Casilina, entrambi problemi per chi ha problemi motori e per chi pedala in bicicletta.

2014-11-20 10.47.24

Accanto all’Ipercoop casilino c’è via Carlo de Marchesetti, una strada privata, chiusa da cancelli ma con passaggio pedonale. Da qui abbiamo percorso un tratto di via della Bella Villa e di via dei Ruderi di Casa Calda, trovato il percorso che arriva dietro il Policlinico Casilino e attraversato il parchetto pubblico denominato ‘del Fosso della Cunola’. Dal Policlinico siamo ritornati fino a via dei Ruderi di Casa Calda, dove basta creare un’entrata per le biciclette e togliere lo scalino di cemento che delimita il confine con il marciapiede.

2014-11-20 11.17.04(il tratto che separa il Policlinico da via Casilina)

Attraversando la strada sarebbe previsto che il percorso entri nel parco di Casa Calda fino ad arrivare all’altezza di via Tineo, per collegarsi al parco Alessandrino. Da qui il percorso previsto dal Print porterebbe fino al piazzale dell’Acquedotto Alessandrino, dove appunto c’è l’acquedotto, proseguendo per la passeggiata Alessandrina che porta fino a viale Palmiro Togliatti. Su via di Tor Tre Teste è previsto un percorso che da via Tineo porti fino a via Rolando Lanari, collegandosi a via Tobagi. Questi percorsi vanno approfonditi per comprendere che utilità possano dare per la mobilità ciclabile che non sia solo una rilassante passeggiata nel verde, però l’idea di creare un percorso lontano dalle strade che porti da un quartiere all’altro è sicuramente da prendere in considerazione.

Abbiamo proseguito nel Parco Alessandrino entrando nel parco di Tor Tre Teste ‘Giovanni Palatucci’, dove abbiamo raggiunto l’altro percorso ciclopedonale che dal parco porterebbe a viale Togliatti attraverso via del Pergolato. Constatato che non è ideale per gli spostamenti su due ruote, in quanto la pendenza è di un certo rilievo, la conclusione è che qualora si dovesse fare un marciapiede allargato per i pedoni, permetterne il passaggio anche alle biciclette per regolamento non sarebbe una soluzione malvagia. Se l’opera invece è stata immaginata esclusivamente per i ciclisti crediamo che quei soldi potrebbero essere investiti diversamente.

L’ottimale, per comprendere meglio l’utilità e il potenziale di certi interventi, sarebbe ascoltare i portatori di interesse locali. In questo caso intendiamo gli abitanti del quartiere Alessandrino che usano la bicicletta e/o coloro che, per motivi di spostamento, attraversano frequentemente in bicicletta le strade del quartiere.

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Il parco di Centocelle

Quella che segue è una disamina della situazione attuale e futura dell’area del Parco di Centocelle, operata con le metodiche messe a punto e collaudate nei mesi scorsi col laboratorio dei “Diari della Bicicletta”. La prima illustrazione mostra semplicemente il confine del parco e rappresenta abbastanza bene quello che il parco stesso rappresenta ai fini della mobilità: una enorme bolla impenetrabile che obbliga ogni tipologia di veicoli, e persino i camminatori, alla sua “circumnavigazione”, dato che gli unici (due) accessi attualmente funzionanti sono entrambi sul lato di Via Casilina e distano tra loro poche decine di metri.

1-Perimetro(cliccare sulla foto per ingrandirla)

La seconda illustrazione mostra lo stato degli insediamenti all’interno del perimetro del parco. L’area più estesa (in blu) è rappresentata dal centro direzionale dell’Aeronautica Militare, ed immaginabilmente rimarrà “off-limits” a tempo indefinito. Le aree in rosso sono attività di sfasciacarrozze di cui si dovrebbe effettuare una ricollocazione in altra sede (anche e soprattutto per gravi problemi di percolato inquinante che sta mettendo a rischio la falda idrica sottostante), è quindi da attendersi che queste superfici possano essere prima o poi restituite alla fruizione dei cittadini. Le due aree in arancio (chiaro) subito a nord del’Aeronautica sono i perimetri di due ville romane, da decenni in attesa di una valorizzazione archeologica (che tipo di sistemazione avranno queste aree non è al momento dato sapere). In arancio più scuro c’è l’area dell’ottocentesco forte Casilino, anch’esso attualmente sotto gestione da parte dei militari ma in prospettiva da recuperare in chiave storico-culturale come altri forti sparsi nel territorio cittadino. Le aree in giallo sono occupazioni a fini di rimessaggio veicoli o ludici (campi sportivi e una piccola aviosuperficie per aeromodelli), le cui possibilità di riacquisizione nell’area del parco non sono anch’esse chiarissime (ad esclusione dell’aviosuperficie che è inclusa nei lavori di riassetto del secondo stralcio e dovrebbe probabilmente sparire).

2-Insediamenti(cliccare sulla foto per ingrandirla)

La terza illustrazione mostra lo stato attuale dei lavori di risistemazione del parco. Al centro (in verde) il “primo stralcio” sistemato nel 2006. A sinistra (in azzurro) il “secondo stralcio” i cui lavori dovrebbero partire all’inizio di dicembre 2014. A destra (in grigio) il “terzo stralcio” di cui non si sa nulla (se non ricordo male non è ancora stata effettuata neppure la fase progettuale).

3-Aree destinate a Parco(cliccare sulla foto per ingrandirla)

La quarta illustrazione mostra gli accessi esistenti e potenziali. Di questi gli unici “ufficiali” sono i due in alto: viale della Primavera e Stazione Trenino (quest’ultimo affaccia su una scalinata e risulta perciò molto scomodo per l’utilizzo in bici). Poi esistono diversi accessi “informali” ma mantenuti fruibili dal passaggio a piedi, in particolare i due sul lato di via Casilina e quelli a sud sul lato di via Papiria. I due a destra dal lato di viale Palmiro Togliatti sono o chiusi a discrezione dei gestori degli sfasci (Ciclabile Togliatti), o del tutto inesistenti ma da tenere in considerazione nel momento in cui quell’area dovesse essere risistemata perché di accesso ad un importante corridoio viario (Romanisti-Torrespaccata). Tutti gli accessi sul lato ovest sono attualmente inesistenti ma previsti dai lavori del “secondo stralcio” (Giulio Igino e Via degli Angeli), o suggeriti dalla necessità e dal buonsenso, in particolare quello che da via dei Ciceri imbocca il Vallo ferroviario dell’antica metropolitana di Mussolini e darebbe un accesso diretto al parco dall’interno del Quadraro Vecchio, evitando l’attraversamento di via di Centocelle.

4-Accessi(cliccare sulla foto per ingrandirla)

La quinta illustrazione mostra i “corridoi” attualmente esistenti all’interno del parco. In giallo quelli formalizzati e perfettamente fruibili del “primo stralcio”, in rosso sentieri ed ex-strade ancora in qualche modo percorribili (in modalità “stalker”, per chi ha visto il film di Tarkowskij) nell’area a ridosso degli sfasciacarrozze che va da via Casilina a via Papiria. Queti ultimi sono da ritenersi tracce per una futura sentierizzazione dell’area, anche semplicemente per consentire l’accesso alle aree già attrezzate da parte dei quartieri non strettamente adiacenti alle stesse.

5-Corridoi esistenti(cliccare sulla foto per ingrandirla)

La sesta illustrazione aggiunge ai corridoi esistenti quelli in previsione di realizzazione coi lavori del “secondo stralcio” (in verde). La rappresentazione non mostra i corridoi a progetto, ma è un esercizio immaginativo a partire dalle esigenze di attraversamento del parco. Mi sono permesso di inserire una “scorciatoia” tra la villa della Piscina e l’area militare, sicuramente non prevista dal progetto (ma evidente partendo da un’analisi utilitaristica in chiave di mobilità leggera).

6-Corridoi da realizzare(cliccare sulla foto per ingrandirla)

L’ultima illustrazione mostra le ricuciture territoriali operabili semplicemente rendendo fruibili i sentieri del parco in qualità di “corridoi ciclopedonali”. Si tenga presente che la lunghezza massima dei percorsi di collegamento tra gli accessi disegnati è inferiore a 2km, che in bicicletta si percorrono, senza correre, in circa sei minuti. A titolo di esempio si può pensare di raccordare l’abitato di Centocelle al Quadraro o a Don Bosco con dieci minuti di pedalata a passo tranquillo ed in totale sicurezza, e lo stesso vale per i quartieri adiacenti (Torpignattara, Alessandrino, Torrespaccata)

7-Connessioni(cliccare sulla foto per ingrandirla)

 In conclusione, quello che per la mobilità ciclabile del quadrante risulta attualmente una barriera, tale da obbligare i ciclisti a percorrere strade veloci e trafficate per spostarsi ai quartieri adiacenti (via Casilina, via di Centocelle, via Papiria), potrebbe con interventi minimi ed a “fruizione allargata” (pedoni, podisti, bambini) trasformarsi in un raccordo “verde”, veloce e perfettamente sicuro, ovviando alla necessità di chilometri di sistemazioni ciclabili.

A voler completare il quadro, pensando alla chiusura notturna del parco, sarebbe sufficiente completare, sistemare e rendere “ciclo-pedonali” i marciapiedi perimetrali, già oggi poco o nulla utilizzati dai pedoni (che per ovvi motivi preferiscono camminare dal lato stradale più prossimo agli edifici ed alla vita dei quartieri).

N.b.: per ulteriori approfondimenti è possibile consultare il file da cui sono state estrattre le schermate di questa presentazione, disponibile nel formato .kmz per Google Earth.

(download file)

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Ricognizione delle Vie Verdi

Ricognizione parchi

Ieri pomeriggio abbiamo effettuato la ricognizione delle ricuciture “verdi” alla rete ciclabile del V municipio (o, se vogliamo, un piccolo “anello dei parchi”, anche se successivi impegni e limiti di tempo ci hanno impedito di chiuderlo passando per Villa De Sanctis, com’era nell’idea originaria).

Dalla sede del Municipio abbiamo attraversato le due metà di villa Gordiani, il parco lineare sopra la TAV di via H. Spencer, l’affaccio sul possibile collegamento con la ciclabile Togliatti nei pressi della stazione omonima, l’area verde in via di sistemazione di viale Giorgio Morandi, il parchetto dietro Quarticciolo, il parco di Tor Tre Teste, l’acquedotto Alessandrino, la ciclabile Togliatti per finire col parco di Centocelle, di cui abbiamo analizzato potenziali accessi e collegamenti interni, concludendo la ricognizione con l’affaccio sul vallo della “metropolitana del duce” (possibile accesso diretto dall’interno del quartiere Quadraro Vecchio) e le due vie ufficialmente candidate alla ricucitura col Quadraro e l’area del parco dell’Appia Antica: via Giulio Igino e via Camillo Tarello.

Un grazie a tutti i partecipanti ed in particolare a Giulia Pietroletti (assessore all’ambiente del V municipio), che oltre che amministratrice attenta ed attiva si è dimostrata anche una vera ciclista!

Il tracciato del giro lo trovate qui (con la possibilità di scaricarlo in formato GPX): http://www.mapmyride.com/routes/view/417087046

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Ricognizione della rete secondaria: ultime esplorazioni

Ricognizione Confine Sud

(cliccare sull’immagine per accedere ad una versione navigabile on-line)

29 marzo – Il confine sud

Scopo di questa verifica era l’esplorazione dei tratti di riconnessione col territorio del VII municipio. I principali impedimenti in tal senso sono l’ingombrante parco di Centocelle (almeno finché i lavori di sistemazione non l’avranno reso percorribile e quindi fruibile) e la “barriera urbana” rappresentata dalle linee ferroviarie.

Dal punto di partenza individuato in villa De Sanctis (la cui fruibilità in termini di collegamenti era già stata testata) abbiamo esplorato nel dettaglio il corridoio principale che attraversa il Quadraro Vecchio e si ricollega alla fermata di Porta Furba Quadraro (Metro A) e di lì al parco dell’Appia Antica (con un rapido affaccio sull’area di Tor Fiscale).

Abbiamo quindi completato la ricognizione verificando la viabilità parallela alla Ferrovia, rientrando al Pigneto da Largo Galeazzo Alessi ed uscendone nuovamente da via del Mandrione, soluzioni che andrebbero sistemate in sicurezza prima di poterne garantire la fruibilità.

 

Ricognizione Pigneto

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5 aprile – Pigneto e confine ovest

Il quartiere del Pigneto rappresenta la “punta” del V municipio in direzione del centro città. Al suo esterno si trovano i due corridoi veloci (Casilina e Prenestina) più usati dai ciclisti locali, quindi lo scopo di questa ricognizione era la verifica di ulteriori corridoi di penetrazione verso il centro meno veloci e trafficati.

Ne sono stati individuati tre, tutti coincidenti nel tratto finale con via del Pigneto (a causa del “collo di bottiglia” rappresentato dal passaggio pedonale sopra la ferrovia) e tutti con caratteristiche di marcata unidirezionalità a causa dei sensi unici: due “ad entrare” in direzione Porta Maggiore ed uno solo “ad uscire”.

Nel tratto conclusivo abbiamo ripercorso via del Mandrione fino al Parco degli Acquedotti.

 

Ricognizione Confine Nord

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12 aprile – il Confine Nord

Sul versante Nord il confine è col IV municipio. Sono presenti importanti “barriere urbane” rappresentate dal tronco ferroviario dell’alta velocità e dall’autostrada A24 che obbligano il traffico su un numero ristretto di corridoi percorsi dalle auto ad alta velocità (Portonaccio, Fiorentini, Grotte di Gregna, Togliatti e Tor Cervara).

La ricognizione è consistita nella verifica di un corridoio alternativo alla Prenestina per raggiungere via di Portonaccio (passando per la Stazione Prenestina), del passaggio sul parco lineare di via H. Spencer, della fruibilità del marciapiedi di via Grotte di Gregna per raggiungere la fermata di S. Maria del Soccorso (con affaccio sul parco sottostante l’A24 per esplorare la possibile riconnessione alla ciclabile Togliatti) e da ultimo della prima parte del corridoio Collatina Vecchia-via Salviati per raggiungere in (relativa) sicurezza le zone a nord-ovest (Tor Sapienza e La Rustica).

 

(con queste tre ricognizioni si può considerare concluso il lavoro sulla rete secondaria (il “confine est” è rappresentato da zone scarsamente popolate e dalla barriera sostanzialmente invalicabile del GRA). Resta spazio per un’ultima esplorazione delle “Vie Verdi” che effettueremo nelle prossime settimane)

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Ricognizione della rete secondaria: Centocelle e Alessandrino

Ricognizione viabilità secondaria Centocelle e Alessandrino


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Con l’appuntamento di sabato 22 abbiamo iniziato l’esplorazione della rete di viabilità ciclabile secondaria, quella per muoversi all’interno dei quartieri e fra quartieri adiacenti. Abbiamo deciso di iniziare da Centocelle che rappresenta una delle principali centralità del municipio Roma V. Il lavoro è consistito nell’attraversare il quartiere in direzione est-ovest alla ricerca di tracciati utilizzabili dai ciclisti come assi di penetrazione verso il centro città e la periferia (non sempre andata e ritorno riescono a coincidere).

Il gruppo che ha effettuato l’esplorazione era composto da me, Fabio, Emanuele, Giandomenico e Francesca, in lieve ritardo Claudia e Roberto, quindi da viale delle Ciliege in poi si sono aggregati Marco e Lucia.

A differenza delle ricognizioni sugli assi principali, stavolta si tratta di individuare quali dei numerosi passaggi da e per il quartiere si prestino meglio alla fruizione ciclistica ed ad una eventuale sistemazione. Il dato vincolante è rappresentato quindi dalla valenza di connessione (possibilità di collegarsi a corridoi di ricucitura territoriale) ed in parte dalle caratteristiche orografiche (pendenza, ampiezza della carreggiata). Il punto arbitrariamente scelto per l’inizio della ricognizione è il Casale Falchetti (Ciclofficina) su viale della Primavera.

Collegamento con villa De Sanctis

1: Via Petrini – Via Ferraironi – Via Balzani – Via Durante

Questo percorso risulta relativamente poco trafficato e dotato di sistemi di moderazione del traffico, ma scarsamente efficiente in quanto obbliga ad un allungamento significativo del percorso data l’impossibilità di attraversare l’intervento di urbanizzazione. L’itinerario è percorribile in una sola direzione.

2: Via Banal – Via Belmonte Castello – Via Lombardi Romolo

Direttrice più efficace della precedente ma viziata anch’essa da unidirezionalità. La grande rotatoria di Piazza Pio Pecchiai rappresenta un impedimento poco gradito dai ciclisti, che per imboccare la direttrice di mano di via Lombardi effettuano un tratto contromano della rotatoria stessa o percorrono il marciapiede sul lato sinistro. Per la percorribilità in senso opposto si rende necessario un intervento di sistemazione per il tratto iniziale di via Belmonte Castello. Una volta giunti a viale della Primavera l’attraversamento risulta difficoltoso.

Collegamento con Palmiro Togliatti – Alessandrino

3: Via delle Robinie – Viale Palmiro Togliatti

Percorriamo per intero via delle Robinie, connessione più diretta col percorso precedente in parte obbligato, attraversando l’abitato di Centocelle. La strada non presenta particolari problematiche in questo verso, ma non è altrettanto fruibile in senso opposto a causa della maggior pendenza. Una volta raggiunto viale Palmiro Togliatti non c’è modo di raggiungere in sicurezza la pista ciclabile. Su segnalazione dei ciclisti locali (Fabio ed Emanuele) decidiamo di visionare una strada adiacente l’acquedotto, preferibile per la minor pendenza. Nel raggiungerla non troviamo utile usufruire della pista ciclabile posta sull’asse centrale del viale a causa dei problemi di immissione ed uscita.

4: Via degli Aceri – via degli Eucalipti – Via dei Pioppi

Via degli Aceri, come promesso, presenta una pendenza sufficientemente dolce e ben si presta come asse di ingresso a Centocelle dal lato Alessandrino. Su suggerimento di Fabio cerchiamo un collegamento con la stazione Parco di Centocelle della futura metro C ma ne veniamo impediti dai sensi unici delle vie. Scendiamo nuovamente su viale Togliatti solo per trovarci di fronte ai soliti problemi di attraversamento dell’asse viario (semafori pedonali a chiamata perennemente malfunzionanti)

5: Protociclabile di via degli Olmi 

Dedichiamo un po’ di tempo ad indagare la ricucitura col quartiere Alessandrino. Da questo lato di viale Palmiro Togliatti la pendenza delle strade che salgono sul crinale dove viaggia Viale Alessandrino sono elevate. Percorriamo in salita un tratto a fianco dell’acquedotto, dove sono presenti lavori recenti (interrotti) di un percorso ciclopedonale con evidenti markers di degrado urbano (escrementi, involucri di profilattici e spazzatura assortita). Tale percorso potrebbe rappresentare un’efficace collegamento col parco di Tor Tre Teste ed il quartiere prospiciente, una volta risolto il problema del tratto a senso unico contromano di via degli Olmi una volta attraversato viale Alessandrino

6: Via del Fosso di Centocelle – Via dei Meli – Via delle Ciliegie

Su indicazione di Emanuele percorriamo un asse interno del quartiere Alessandrino in direzione del Quarticciolo. Le strade risultano molto tranquille e quasi prive di traffico, rendendo l’alternativa ciclabile su viale Togliatti decisamente poco appetibile. Sul percorso è presente anche la Ciclofficina delle Ciliegie.

Ciliegie

7: Via dei Gelsi

Questa strada, assieme all’adiacente via delle Palme (non esplorata), consente di attraversare di nuovo il quartiere di Centocelle e cercare un varco in direzione centro città.

Collegamento con via Teano, Acqua Bullicante (centro città)

8: Via Trinchieri – Parchetto (Via Sarno – Via Supino)

Cerchiamo un’alternativa alla trafficata e pericolosa via Anagni e, salendo per via Trinchieri, incontriamo un’area verde. Colgo l’occasione per anticipare una parte dell’analisi territoriale che svilupperemo in seguito, quella relativa alle aree verdi. In passato esisteva una connessione, mai adeguatamente sistemata, che per mezzo di via Sarno e via Supino si riconnetteva a via dei Gordiani all’altezza dell’inizio di via Teano. Ora tale percorso non è più fruibile, ma si auspica venga ripristinato e sistemato al più presto. Usciamo dal parchetto per mezzo di una rampa di scale (anch’essa da sistemare in vista di una fruibilità ciclistica)

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9: Via Anagni – Via Delpino – Forte Prenestino – Via Lusina – Via Valente

Trovando inutile proseguire torniamo indietro in direzione Centocelle ed effettuiamo un ulteriore attraversamento fino al Forte Prenestino. Le strade qui sono ampie, ma funestate dalla solita sosta “istituzionalizzata” in doppia fila. Il parco del Forte Prenestino ci accoglie con una gradinata di accesso, non proprio il massimo per chi si sposta in bici (o, peggio, su carrozzine per disabili). Dal parco ci immettiamo sulla ciclabile di Via Lusina con l’intenzione di riconnetterci ad un’importante via di uscita dal quartiere, quella verso via Valente – Grotte di Gregna che ci riconnetterebbe alla linea B della metropolitana. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una scalinata priva di canaline.

Connessione Valente – Gordiani (centro città)

10: Via Chiri – Via Cocconi – Via Smaldone – Via Alatri – Villa Gordiani

Da via Valente, per strade interne, raggiungiamo l’incrocio tra via Prenestina e via Collatina. Il doppio “senso unico” contrapposto di via Chiri ci crea qualche problema, l’alternativa del giardinetto, con sentieri stretti sistemati a ghiaia, non appare preferibile (mentre lo sarebbe una eventuale sistemazione della direttrice Prenestina, che al momento non sembra prossima). Via Smaldone è una bella stradina secondaria infestata da auto in perenne doppia fila. Via Alatri è una larghissima via a senso unico dove la doppia fila, il traffico sostenuto e la pendenza a salire creano evidenti problemi. In questo caso la sede stradale consentirebbe l’inserimento di una corsia ciclabile eliminando la doppia fila, ma sarebbe un intervento economicamente “pesante”. Si sente la mancanza di un ingresso a Villa Gordiani coincidente con l’asse stradale.

Asse longitudinale di via dei Gordiani

11: Via Genazzano – Via dei Gordiani – Via Durante – Via Ferraironi – Via Petrini

Torniamo al Casale Falchetti utilizzando uno degli assi che uso quotidianamente nel mio percorso casa-ufficio, quello di via dei Gordiani. Usciti dalla villa si imbocca via Genazzano, al termine della quale un sistema di rampe ed attraversamenti pedonali mi fa accedere alla micro-ciclabile (115metri) che passa dietro il distributore di benzina (quando sono da solo, confesso, percorro “contromano” il marciapiede di largo Battipaglia). Su via dei Gordiani, dal lato del cantiere metro C, c’è un marciapiede della dimensione di una sede carrabile, una tra le migliori ciclabili “informali” della città. Da qui vi è un comodo accesso, sempre via marciapiede (seppur non asfaltato), a via Belmonte Castello e ad un possibile ritorno su viale della Primavera. Attraversiamo invece via dei Gordiani per portarci sul marciapiede dal lato dei campi sportivi, e percorriamo quello in tutta tranquillità fino a villa De Sanctis. Da qui il rientro al Casale Falchetti è su strade tranquille ma inutilmente lunghe e tortuose.

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